Delirio #8. Bollettino per i naviganti. La Selezione è Laterale.

Foto da "Fitzcarraldo", di W. Herzog

Selezione Laterale pubblica. Si (ri)parte dai 30 film scelti. Ovviamente per non fermarsi.

Oggi è un allegro delirare: ieri abbiamo reso pubblica la Selezione del Festival.

Senti che una cosa come questa è un po’ la felice chiusa di una prima parte di quella che abbiamo scritto e letto come un’avventura nel senso che guarda al cinema a venire, di domani ma già oggi possibile. È il primo capitolo di una navigazione nelle acque profonde dello sguardo, dell’immaginario, della creazione, della visione. Lungo capitolo, se l’incipit è stato in ottobre, e impegnativo se ha visto oltre 3000 film brevi da tutto il mondo, tutti da considerare con attenzione, cura, rigore, coerenza con un’idea forte di cinema, anche rivedendo e riconsiderando, andare più addentro di strato in strato come in un palinsesto, rileggendo un passo dell’avventura e nuovamente saltare come in un ipertesto. Un avventurarsi fatto anche di soste, ritorni, e ancora prosecuzioni.

Capitolo appassionante come le cose che impongono cura e impegno, appagante se l’esito è una selezione di lavori stupendi, 30 in tutto.

Pure, l’approdo, se approdo può darsi in un cinema che vive di deviazioni, di smarginature, del perpetuo scartare rotte usate in favore di quelle ignote, non è ancora. È appena il primo capitolo, del resto, benché vi sia dentro l’occorrente per il viaggio, che siano lavori sull’immagine o contro l’immagine, narrazioni rarefatte, animazioni, documenti sulla memoria o sulla dimenticanza, visione del misterioso in quanto tale, oggetti iconoclasti o innamorati, teneri, crudeli, sconcertanti, avvincenti…  

In ogni caso, per chi ha avuto il piacere e la pazienza di guardare e selezionare, tutto ciò ha significato anche sorprendersi, non solo per l’essere Laterale dei singoli lavori (cioè per il loro cercare vie di fuga da un centro vincolante e normativo della produzione audiovisiva), ma anche perché, a selezione fatta, ci si è resi conto a posteriori di altre sua qualità laterali, come ad esempio il fatto che fra gli autori selezionati i più siano giovani(ssimi), o ancora che, molti tra loro siano donne (#WomanInLaterale). Del resto, si cercavano vie di fuga da un centro, e sono arrivate come dovevano arrivare: Inattese fiduciosamente.

Di tutto questo si può intanto dire grazie agli autori e relativi collabora(u)tori: tutti, non solo i selezionati, per la loro generosa adesione a un progetto di avventura che hanno sentito proprio.   

Di tutto ciò che invece ha significato e significherà nel dettaglio la Selezione Laterale, la prima edizione del Festival, o il fatto che l’avventura di visione abbia giocoforza portato ad abbandonare temporaneamente questo spazio virtuale perché, ovvio, si doveva mollare gli ormeggi e partire, o di ciò che di qui a metà Giugno si vedrà, si continuerà a Delirare.

Intanto, grazie!

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